Codice rosso: Come la sanità pubblica è diventato un affare privato

Milena Gabanelli

Novembre 2025

Allo stato dei fatti si prospettano due tipologie di rischio: quello di incrementare il consumo di prestazioni sanitarie anche quando non c’è una reale necessità, e quello di doversi recare dal medico o addirittura in Pronto soccorso al primo esame fuori parametro, perché il farmacista, non conoscendo l’anamnesi dei pazienti, non può valutarlo in un quadro complessivo.

L’esito finale di questa corsa ad accaparrarsi pezzi di prestazioni è quello di allungare le liste d’attesa invece di accorciarle. Con grande vantaggio di tutta la filiera degli operatori privati.

Da testimonianze dirette è emerso che tra i dottori a gettone ci sono molti neolaureati senza nessuna esperienza che si trovano a eseguire visite e diagnosi. Il risultato finale è che un intero settore nevralgico della sanità finisce nelle mani di un mercato privato e sostanzialmente anarchico.

Allora il motivo principale della mancanza di medici negli ospedali non è dovuto a un basso numero di laureati in Medicina, bensì all’alto numero di neolaureati escluso dalle scuole di specializzazione per motivi prettamente economici, visto che per ogni specializzando lo Stato deve investire, lo ribadiamo, da 102.000 a 128.000 euro.