Dopo quasi un anno dalla partenza ecco infine l'ultima parte del viaggio…
Viaggiando con il camper e passando da paesaggi per lo più rurali, non abbiamo avuto modo di visitare città particolarmente grandi - le uniche eccezioni sono state San Francisco il giorno in cui siamo arrivati e Las Vegas, in una visita durata 4 ore - Moab è quindi il primo contatto che abbiamo con una cittadina medio grande, ne approfittiamo infatti per fare un giro in centro e cenare da Wendy's
Day 12 - 6 maggio 2025
Giorno 1 di 2 a Moab. Ci svegliamo, colazione e direzione Canyonlands National Park. Uno dei tanti parchi ai più sconosciuti ma che poi si è dimostrato tra i più suggestivi. La strada per arrivarci non è molta, 32 min. Appena arriviamo tappa d'obbligo al Visitor Center. Terminata la shoppata, ci dirigiamo al punto forse più iconico del parco, il Mesa Arch, anche qui a colpire sono i paesaggi che sembrano infiniti e sconfinati e rendere il tutto ancora più assurdo è come nel giro di 30 minuti, si possa passare da un centro abitato di medie dimensioni a questi luoghi che sembrano essere dispersi in mezzo al nulla più totale. Breve tappa al Grand View Point e per poi pranzare con vista sull'Orange Cliffs con la consueta catena di montaggio di toast al formaggio spalmabile, insalata e siracha.
Canyonlands landscape
Al termine del pranzo partiamo per un non troppo impegnativo Grand View Point Overlook Trail, 3,2km per 1h circa.
Terminato il trail ci dirigiamo in direzione del Dead Horse Point State Park. Non trattandosi di un parco nazionale, c'è stata indecisione nell'acquisto di toppe, pin e altri souvenir al Visitor Center, alla fine - nel dubbio - si è optato per la shoppata.
Ci dirigiamo quindi al punto panoramico per cui questo parco è famoso, e per il quale - tutt'ora - non è chiarissimo il perché del nome.
Rientriamo in campeggio, il tempo non è dei migliori. Serata Cars®, non poteva mancare.
Sono velocità, sono pura velocità, sono una saetta! ~ Saetta McQueen
Day 13 - 7 maggio 2025
Il giorno di Arches National Park, penso il parco più bello tra tutti e quello più suggestivo per le conformazioni di queste rocce - per l'appunto - a forma di arco. Anche per raggiungere questo parco, dal nostro campeggio la strada per arrivarci è davvero breve: meno di 10 minuti. Può non sembrare una cosa particolarmente strana, ma dopo settimane dove il tempo di percorrenza medio era di 3-4h, poter raggiungere la destinazione in meno di 1h era già un'eccezione.
Per accedere al parco è necessario acquistare - oltre alla tessera dei Parchi Nazionali - un biglietto, dal costo simbolico, ma che permette l'effettivo ingresso al parco vista l'alta affluenza e la capienza limitata del parco.
Questo parco - infatti - si sviluppa lungo una strada principale dalla quale si ramificano brevi tratti di strada che portano alle attrazioni principali come Double Arch, Delicate Arch o Davil's Garden.
È proprio da quest'ultimo che partiamo, non prima del consueto minutino dedicato allo sponsor giro al Visitor Center, l'ultimo Visitor Center di questo viaggio, non possiamo quindi non donare i nostri ultimi risparmi in favore dei Parchi Nazionali.
Partiamo per il Devil's Garden Trail, percorso di media difficoltà, 10km per circa 400 metri di dislivello in un tempo comodo di 3h.
Il tragitto non è particolarmente impegnativo e anche il meteo ci assiste, una giornata stupenda ma che non ci cuoce.
Double O Arch
Pranzo e direzione Trail Upper Delicate Arch Viewpoint, anche qui nulla di troppo difficile, a portata di americano potremmo dire. Raggiungiamo l'arco più iconico del parco.
Terminato anche questo secondo Trail iniziamo a soffrire la stanchezza della giornata, ma non demordiamo visto essere l'ultimo giorno di Parchi Nazionali, dal giorno successivo infatti, saremmo stati in città senza più natura da visitare.
Ci dirigiamo quindi al Double Arch per poi fare un breve trail per raggiungere il North Window Arch e il Turret Arch. Qui incontriamo un gruppo di ragazzi americani che - dopo la partita della notte precedente vinta 4 a 3 dall'Inter sul Barcellona, completamente a caso ci chiedono se tifiamo Inter e alla nostra negazione se ne vanno confusi.
Double Arch
Ora del sunset lovers™, paesaggi davvero stupendi, nuovamente non ci sono parole per descriverli.
Per non farci mancare proprio nulla torniamo nuovamente da Wendy's, ceniamo, rientriamo in campeggio e dormiamo instasubito®.
Day 14 - 8 maggio 2025
Sveglia naturale, spesa e partenza direzione Salt Lake City, ultimo viaggio con il nostro compagno di viaggio ElMonte® 5h di strada 430km.
Direzione Salt Lake City
Ore 16 arriviamo al campeggio e dopo aver gestito - o provato a gestire - un'emergenza del sistema fognario sul camper - proprio l'ultimo giorno nonostante una corretta manutenzione e un corretto utilizzo del sistema di smaltimento delle acque reflue durante la nostra permanenza - ci dirigiamo verso il centro di Salt Lake City.
A detta di chi ci ha noleggiato il mezzo, gestire l’impianto di scarico del camper sarebbe stata una passeggiata: bastava monitorare i livelli, aggiungere la pastiglia dopo ogni svuotamento e non esagerare con la carta igienica. Abbiamo seguito ogni istruzione alla lettera, eppure non è bastato a evitarci il peggio: ritrovarci più volte con la mano — o peggio, l’intero braccio opportunamente insacchettato — infilata nel WC per rimuovere un ingorgo.
Salt Lake City, proviamo a visitare la Vivint Arena, ma alle 18 chiude e noi arriviamo alle 18:05. Ci dirigiamo in centro per fare un giro, visitiamo l'Apple Store, tappa obbligata #ahimé e poi direzione Campidoglio, locale nel quale si stava svolgendo una qualche sorta di festa inizialmente non bene identificata, vedevamo passare ragazzi con divise universitarie. Decidiamo quindi di entrare e scopriamo che il palazzo è visitabile e capiamo che la festa che si sta svolgendo al suo interno è un matrimonio, ci sono i presupposti per infiltrarsi ma non affondiamo.
Utah State Capitol
Rientriamo verso al campeggio e ci fermiamo al Red Iguana, cena superba.
Red Iguana - Mexican Restaurant
Questo locale - di cucina messicana - era già stato individuato durante un primo check dei posti in cui mangiare prima della partenza. Il giorno 5, mentre guardavamo il tramonto allo Zabriskie Point, un local ci ha fermati chiedendoci - dopo aver notato le nostre magliette - se fossimo una band in tour. Durante la chiacchierata – va detto: tutti gli incontri con la popolazione indigena sono stati davvero piacevoli – quando gli abbiamo raccontato che avremmo concluso il nostro viaggio a Salt Lake City, ci ha consigliato proprio questo posto. (Vedi su Google Maps)
Ci prepariamo per l'ultima notte in camper in previsione della riconsegna - con conseguente maretta - del camper. Il campeggio si trova in una non troppo piacevole zona di Salt Lake City, con individui altrettanto poco piacevoli che si aggirano nelle zone, tenendo conto del fatto che la prima cosa che ci è stata detta dalla reception al nostro arrivo è stata di portare - la sera prima di dormire - tutte le cose di valore all'interno del camper, visto anche che il campeggio non aveva recinzioni e che chiunque poteva avvicinarsi alle piazzole.
Recensione: KOA @ Salt Lake City 108 € (location: 4 / servizi: 5 / pulizia: 4,5 / qualità-prezzo: 5)
Day 15 - 9 maggio 2025
Dobbiamo decidere cosa fare con tutto quanto avanzato dalle scorte alimentari - per fortuna poco - e di tutto ciò che avevamo comprato il 2° giorno ma che non avremmo potuto imbarcare nei nostri due voli successivi come sedie e tavolo - a differenza di padelle e tazzine che abbiamo serenamente imbarcato nel bagaglio a mano.
Inizia così un giro porta a porta tra le varie roulotte e camper del campeggio per chiedere se qualcuno volesse scatole di pasta, buste di toast o crema spalmabile alla nocciola.
Consegnamo il camper con non poca situazione.
El Monte®, l'ultima volta
"Man a lot of issues…" sono precisamente queste le nostre parole che ci introducono all'addetto per la consegna del camper. L'obiettivo era chiaro: barattare la serie di problemi e imprevisti causati dal nostro mezzo, con uno sconto sulle miglia in più percorse - rispetto a quanto pianificato e pagato - durante il nostro viaggio. (in parte ci riusciamo)
Direzione Aeroporto di Salt Lake City, volo interno di 1h30 e siamo di nuovo a San Francisco. Primo volo interno in un paese straniero.
Il nostro gruppo si divide, un membro decide di saltare la gita a Cupertino e Silicon Valley.
Noleggiamo la macchina più grande disponibile e partiamo.
La conversazione al momento del ritiro è stata esattamente questa:
- Tipa dell'autonoleggio (TA): "You got the Jeep"
noi che ci guardiamo delusi e ci diciamo "Ma non avevamo noleggiato la più grande tra quelle disponibili?!"
- La nostra risposta "We booked the big one" convinti che lei si riferisse a quella parcheggiata davanti a noi.
- TA: un po' scocciata "Yeah it's big".
Guardiamo meglio e dietro c'è un auto che occupa due stalli (di base già grandi rispetto agli standard europei).
Il Grand Jeep Wagonner, la foto non rende giustizia alle reali dimensioni del mezzo
Sul tragitto ci facciamo distrarre da In'n'out, panino al volo (o bevuto) e ripariamo in direzione museo Intel.
In-N-Out, per l'ennesima volta, ma serviva
Visita al museo, tutto di corsa perché alle 17 chiude. Tappa - obbligata - al souvenir store - ennesima svaligiata della vacanza. Visita all'Apple Store Visitor Center - c'è chi fa demo Apple Vision Pro e chi shoppa. Tappa obbligatoria al Cafè interno e giro sulla terazza. Terminata la demo direzione Godwill a spendere gli ultimi Penny.
Uno scorcio dell'Apple Park dal visitor center
Rientriamo a San Francisco e riconsegnamo l'auto.
Day 16 - 10 maggio 2025
Sveglia presto e via verso i punti più famosi della città: iniziamo da una Lombard Street quasi deserta, godendoci il fresco mattutino. Il programma del giorno? Traversata in bici fino a Battery Spencer. Se per noi la pedalata non è proibitiva, lo stesso non si può dire per chi ha avuto l'ardire di noleggiare un tandem. Dopo aver attraversato il Palace of Fine Arts e costeggiato la spiaggia, arriviamo alla base del Golden Gate. Da lì, l'ultima salita è praticamente un muro verticale. Arrivare in cima a Battery Spencer toglie il fiato, ma ne vale la pena: con un cielo così azzurro, il paesaggio sembra uscito da una cartolina.
Vista del Golden Gate Bridge
Pomeriggio libero, c'è chi va a fare demo Cybertruck con guida autonoma - futuro, mentre io opto per un giro nel downtown di San Francisco e vedere i luoghi più iconici.
San Francisco Downtown
Day 17 - 11 maggio 2025
Giorno del rientro, lo passiamo tutto in aereo e con il fuso orario arriviamo che qui sono le 8 di sera. Si conclude così il nostro viaggio in America durato 17 giorni.
Si chiude qui questo terzo e ultimo capitolo americano. Un grazie di cuore a Damiano, Davide, Jacopo, Matteo
e Massimo, per essere stati i compagni perfetti in questa avventura tra asfalto e parchi nazionali. Tra
panorami che tolgono il fiato, notti al gelo nel nostro camper e sfide che non dimenticheremo facilmente,
abbiamo creato ricordi bellissimi.
Grazie per aver reso tutto questo non solo possibile, ma tremendamente
divertente.